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Urbanity: a definition

Nel testo ‘Esplorare la città’ (1992) Hulf Hannerz ha cercato di interpretare la città da una prospettiva relazionale, cercando di mettere l’accento sulle situazioni sociali, sulla partecipazione degli individui ad esse, osservando la città dal punto di vista della vita sociale dei cittadini.

Jackson Pollock: Drip Painting, 1951

La premessa del suo discorso è l’interpretazione della città come raggruppamento di individui che sono esseri sociali in primo luogo attraverso i loro ruoli.

Osservando le pratiche sociali nello spazio urbano egli identifica quattro tipi di esistenza urbana: incapsulamento, la segregazione, l’integrazione e la solitudine, dove ciascun tipo identifica la forma e la modalità di interazione del cittadino nelle diverse sfere sociali della città o ambiti relazionali.

Ciascun tipo è caratterizzato da un’alta o bassa varietà e intensità di relazioni sociali tra i principali ambiti della vita urbana, dove «[…] l’isolamento è un modo di vita praticamente privo di relazioni sociali significative; l’incapsulamento è uno stile di vita in cui le relazioni sono raggruppate in un unico insieme; la segregazione implica più insiemi di relazione tenuti separati; l’integrazione comporta l’unione di molteplici insiemi. […] Col tempo la vita di un individuo può attraversarle tutte. L’infanzia generalmente è un periodo di incapsulamento. Nell’adolescenza si rafforzano le tendenze alla segregazione. L’età adulta rappresenta per molti una fase di integrazione; e con la vecchiaia può sopraggiungere l’isolamento».

L’accessibilità sociale è interpretata per Hannerz come la possibilità di avere una certa fluidità nella struttura delle relazioni interpersonali nell’ambito della vita in città. L’attenzione principale è focalizzata sull’organizzazione sociale della città, sulla flessibilità dell’organizzazione urbana, come potenzialità che l’ambiente sociale della città offre al cittadino di entrare in contatto con sfere e ambiti di interazione diversificati.

La fluidità dell’ambiente urbano è considerata un carattere necessario per incrementare il campo di opportunità dell’individuo, consentirgli di realizzare i suoi progetti di vita, e così facendo, di contribuire a densificare e diversificare le sue reti di relazione.

L’accessibilità urbana è allora interpretabile come accesso continuo a esperienze capaci di affinare, complicare, sconvolgere modi abituali di pensare; la varietà, ma anche la casualità di queste esperienze aumenta così la possibilità di nuove sintesi culturali inattese.

La città, o meglio direi il valore urbano o l’urbanità’ di ogni raggruppamento umano nello spazio, in questo senso è interpretata come ambiente dell’innovazione culturale, luogo della serendipity, come possibilità di trovare una cosa mentre se ne cerca un’altra.
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